La storia della Parrocchia di San Nicola

I lavori per la chiesa di San Nicola sono iniziati il 10 settembre del 1956.

L’esigenza nasceva a seguito dei devastanti bombardamenti che avevano reso inagibile la precedente chiesetta. Il parroco, Mons. Eugenio Magarò, non si accontentò di riedificare quel luogo di culto ma, con spirito lungimirante sulle strategie urbanistiche della città, avviò un progetto più ambizioso ipotizzando una chiesa che sapesse dialogare con i cittadini e offrire ad essi luoghi e spazi di aggregazione per una crescita umana e spirituale. Per far questo si affidò ad un tecnico che si era già distinto per le sue competenze nel campo dell’architettura, l’Architetto Molpurgo, Preside della Facoltà di Architettura di Roma. La scelta non fu casuale, ma sottolineò l’urgenza di offrire alla città quegli strumenti pastorali che in altre parti d’Italia erano ormai una realtà acquisita.

Il cinema, la canonica adiacente all’aula liturgica, ambienti per il ministero pastorale e ricreativo ( si deve ricordare che l’idea del parroco contemplava anche l’oratorio per il quale fu anche acquistato il terreno, successivamente espropriato e alienato), creavano quelle premesse necessarie per il rilancio della comunità che si ritrova a celebrare attorno al nuovo altare dal 1961. È emozionante ascoltare Mons. Eugenio Magaro, ora parroco emerito, mentre racconta le fasi della costruzione della chiesa: la scelta dei materiali, i suoi amati 40.000 blocchi di pietra che formano le pareti dell’intera struttura, le opere d’arte che negli anni hanno impreziosito le cappelle laterali e il presbiterio, che sono l’orgoglio per il sacerdote che ha amato la sua parrocchia e la sua comunità.

La chiesa è coerentemente rappresentativa dell’architettura sacra degli anni ’50.

Non più ancorata allo schema razionalista, che aveva fortemente caratterizzato l’architettura precedente, offre al credente l’immagine di un’architettura severa che parla il linguaggio della tecnologia: i grandi pilastri di cemento, che si trasformano in alto nelle grandi travi di sostegno, sono marcatamente evidenziati dal colore grigio che si stacca dall’ocra macchiato di rosa della pietra locale Mendicino.

Quest’ultimi, infatti, sono lasciati al loro naturale apparire: il tamponamento lapideo perimetrale è privo di intonaco e le strutture in cemento armato, sia pur intonacate, sono dipinte di grigio, denunciando attraverso il colore la matrice materica di cui sono costituiti. La scelta dei marmi e dei graniti evidenziano il percorso del popolo di Dio che anela verso l’incontro con Gesù Eucaristia mentre la parete presbiteriale, riccamente decorata con il grande mosaico e la pala bronzea di Tommaso Gismondi portano il cuore del credente alla contemplazione del Mistero attraverso moti e percorsi dell’animo che si regalano copiosi ad ogni fedele.

E’ la coerenza di una chiesa concepita prima del Concilio Vaticano II ma che, in qualche modo, ne anticipa anche alcune note che saranno punti forza di tutta la riforma voluta e sostenuta dai Padri Conciliari: “Nel promuovere e favorire un’autentica arte sacra, gli ordinari procurino di ricercare piuttosto una nobile bellezza che una mera sontuosità… nella costruzione .. degli edifici sacri ci si preoccupi diligentemente della loro idoneità a consentire lo svolgimento delle azioni liturgiche e la partecipazione attiva dei fedeli…” (SC 124).

Realizzata dieci anni prima del Concilio porta in sé i segni di quella visione liturgica che accentua la differenza dei ruoli tra il Celebrante e il Popolo di Dio (vedi le balaustre) che spingendo l’altare addosso alla parete del Presbiterio con l’Officiante è il primo che cammina verso Dio mentre è guida per tutta la comunità di cui è responsabile e pastore.

La chiesa, attualmente, si presentava bisognosa di un intervento radicale di adeguamento liturgico da presentare alla comunità come momento intrinseco di catechesi per rispondere positivamente ai numerosi stimoli che i documenti del Magistero hanno prodotto sul tema. La stretta collaborazione tra il tecnico progettista Francesco Arabia e il teologo don Giampiero Arabia, e il sostegno del clero della parrocchia, ha avviato una profonda riflessione sulla necessità di porre rimedio a questa esigenza configurandosi nella nuova veste che la Chiesa di San Nicola offre ai fedeli riuniti in assemblea ma anche al fruitore inesperto della cose di Dio e che attraverso
segni cerca un sincero dialogo con l’Assoluto.

Il progetto di adeguamento alle nuove norme liturgiche del presbiterio ha, di fatto, ridisegnato i singoli elementi concepiti nelle loro funzioni specifiche e relazioni tra le parti ruotando attorno alla centralità del Mistero Eucaristico (foto 6).

A questo punto si è reso necessario avanzare la posizione dell’altare rispetto all’Assemblea per due ragioni:

  • la prima per rendere più visibile la comunione tra sacerdote e popolo;
  • la seconda per ricavare tra altare e parete, sulla quale è collocata la grande pala di bronzo di Tommaso Gismondi, la sede del Presidente e dei concelebranti, precedentemente collocata lateralmente senza continuità di relazione con il popolo, quasi accidentale sia pur necessaria.

Spostato l’altare si è reso necessario eliminare le balaustre per rendere ancora più evidente la continuità figurativa e ontologica tra tutti i convenuti al banchetto eucaristico, siano essi presbiteri o laici: la traslazione dell’ambone sui gradini, abbassato è stato reso più armonico nelle sue parti e in relazione agli altri elementi presenti sul presbiterio. È stata inoltre inserita la credenza (o diaconico) per collocare gli oggetti sacri, preparare l’invitatorio e purificare il calice alla fine della Messa.

Accanto alla sistemazione del presbiterio si è realizzata la Cappella del Santissimo, precedentemente limitata al solo Tabernacolo inserito nella pala dell’altare posto ai piedi del Crocifisso, ma quasi nascosto o poco evidente tra le molteplici scene di cui si compone l’opera di Gismondi.

Si è pensato ad un nuovo spazio da dedicare al Santissimo, dignitoso e funzionale, ma anche ben visibile da chi accede in Chiesa dall’ingresso principale.

Tra le cappelle è stata individuata quella del Sacro Cuore guidato dall’invito che lo stesso bassorilievo suggeriva con la posizione del braccio destro, quasi a voler comunicare “Il mio cuore è qui“.

È stata così ridisegnata la forma delle pareti, per inclinare verso l’aula liturgica il tabernacolo concepito in bronzo come un grande sole che irradia la sua luce su tutta la terra. Le nuove pareti sono state rivestite in mosaico così come la sede del presbiterio, le panche laterali e la credenza.

Nel rimuovere l’altare si è venuta a determinare l’esigenza di ricucire le parti mancanti del pavimento, così come è anche accaduto all’atto della traslazione dell’ambone.
La presenza dei mosaici parietali e l’idea di rivestire le nuove opere in opera musiva ha suggerito agli stessi di collocare un grande pavimento in mosaico senza dover rimettere mani alla pavimentazione esistente facendo in modo che le nuove parti si presentassero come un naturale, ma prezioso elemento da mettere a ridosso dell’altare e dell’ambone.

La scelta del mosaico non è stata però casuale, essendo questa tecnica presente in modo rilevante sia sulla parete presbiteriale, sia nelle cappelle laterali. Gli interventi sono stati pensati, per un recupero globale della chiesa di San Nicola alla luce delle indicazioni promosse dalla riforma conciliare.

Il Concilio Vaticano II ha infatti avviato un fruttuoso dibattito attorno alla sacra liturgia che si esprime soprattutto attraverso i luoghi e gli spazi specifici per la celebrazione dei sacramenti.

Accanto alla costituzione conciliare Sacrosantum Concilium (1963) la Chiesa, per dare attuazione concreta al documento conciliare, ha emanato diversi documenti che specificano in che modo si deve intervenire in fase di adeguamento delle chiese alla riforma liturgica.

Tra di essi ricordiamo la nota pastorale: “L’adeguamento delle chiese secondo la riforma liturgica” della commissione episcopale per la liturgia della CEI.
In esso è esplicito l’obbligo di porre fine alla stagione della provvisorietà considerata fonte di casualità e disagio dal punto di vista celebrativo. Ciò è indicato specialmente per le chiese parrocchiali che in ogni diocesi rappresentano il segno visibile di una comunità che si riunisce attorno all’Eucaristia per trovare in essa origine e compimento.

Don Eugenio Magarò, giovane sacerdote cosentino viene nominato parroco della chiesa di San Nicola in Cosenza direttamente dalla Santa Sede, il 28 giugno 1945. Ordinato sacerdote il 29 giugno del 1942 all’età di 25 anni, il 12 agosto 1945 prende possesso della chiesa parrocchiale, danneggiata dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale e dopo una breve attesa, all’inizio del 1946, vengono avviati i lavori di demolizione dei ruderi pericolanti della casa parrocchiale e delle macerie del dopoguerra (foto 8). Il primo intervento di restauro interessa l’antisala del Cinema Don Bosco per la cura pastorale della gioventù maschile, la Cappella della Madonna di Lourdes e due stanzette della suddetta cappella.

Poi nel 1947, come annota lo stesso sacerdote nel suo prezioso e puntuale diario, si procede al restauro dell’abside della chiesa, dell’altare maggiore e della balaustra. È l’anno del Congresso Eucaristico Regionale.

Nel 1948 si rende necessario un intervento al tetto pericolante della piccola chiesa, che sarà ripulita per l’11 febbraio, memoria della Beata Vergine di Lourdes.

In questo anno, dopo sacrifici economici viene acquistata la macchina di proiezione a passo ridotto per il cinema dei ragazzi nella cappella di sant’Antonio in san Domenico; contemporaneamente il sacerdote inoltra la domanda per l’acquisto del vicino distretto militare.

Un lungo elenco di date e di appunti, con calligrafia che varia a seconda dell’età e dell’inchiostro usato è lo scarno e prezioso racconto di don Eugenio.

  • 1949 – Restauro sale sull’atrio vecchia chiesa. Inizio pratiche per la casa parrocchiale. Fornitura dei banchi e delle sedie e di un confessionale.
  • 1950 – Faccio pressione per avere san Domenico come sede della parrocchia. Presentazione del piano di Ricostruzione e relativa approvazione da parte delle autorità locali.
  • 1951 – Ricorso presso la santa Sede per avere San Domenico a sede di parrocchia. Inutilmente.
  • Nel corso di questo anno l’idea di costruire una nuova chiesa. Alla fine del 1952 viene approvata la nuova legge per le Chiese, e il sacerdote avvia i contatti per acquistare un suo Prime pratiche alla Camera di Commercio con Quintieri per l’acquisto del suolo che avviene nell’anno successivo. Poi una scelta profetica ed indovinata. Per il progetto la scelta cade sul prof. Molpurgo. Ormai l’idea inizia a delinearsi e la proposta la variante al Piano di Ricostruzione viene approvata anche in Comune.
  • 1955 – Finanziamento per la costruzione della nuova chiesa di £46.000.
  • 1956 – Approvazione del progetto. Scelta di un tecnico di fiducia, l’Ing. Paolo Bucaneve. Lavori in concessione alla ditta Gallo.
  • II 10 settembre dello stesso anno iniziano i lavori di sbancamento e il 28 ottobre, festa di Cristo Re, viene posata la prima pietra, benedetta da S. E. Rev.ma monsignor Aniello Calcara (foto 9). Dal 1957 vengono effettuati i lavori di fondazioni, poi le pilastrature del sottochiesa, il solaio piano chiesa e le pilastrature chiesa. Il 29 novembre, la gettata di cemento per il solaio del tetto e della chiesa.
  • 1958 Lavori di tompagnatura in masselli di Mazzaro. Pietra ricavata da una cava di Villa Castelli (Taranto) e in masselli di pietra tufacea più morbida. I lavori sono di una cava di Gallipoli, eseguiti in gran parte in economia. Trasporto del materiale, acquisto del medesimo, macchine di lavorazione con relativa assistenza vengono pagate dal parroco. La mano d’opera da Vincenzo Gallo.
  • 1959 – Continuazione di lavori di tompagnatura, intonaci. Impianto elettrico eseguito in economia dal parroco.
  • 1960 – Parte d’accesso in douglay eseguiti da Fedele Rende e lavori di sagrestia e stanze varie. Nel mese di Agosto è pronta l’abitazione del parroco sopra la sagrestia della nuova chiesa: due piani con sei vani e accessori. Abitazione del sagrista sotto piano sagrestia.
  • L’11 febbraio 1961 viene celebrata la prima messa solenne nella nuova Chiesa, che viene aperta al culto.
  • 19 marzo 1962 – Pavimento aula chiesa. Inaugurazione.
  • Il 16 dicembre del 1962 Abside, consacrazione dell’altare. Durante la celebrazione viene solo consacrato l’altare, mentre la dedicazione viene rimandata a lavori completati, secondo il desiderio del parroco.
  • 24 dicembre 1963 – Installazione di riscaldamento ad aria calda e termoventilazione per chiesa e il cinema.
  • Marzo 1964 – Fornitura di 408 poltroncine per sala cinematografica parrocchiale.
  • 6 dicembre 1964 – Fornitura di 44 banchi, 12 inginocchiatoi, 2 confessionili
  • 20 dicembre 1964 – Benedizione Mosaico, Battistero (pittore Ceracchini). Prof. Di Terzo mosaicista. Organo inaugurato con solenne concerto. Spesa £ 20.000.000 circa.
  • Ottobre 1965 – Impianto di riscaldamento con impianto elettrico e rifacimento di tutti i quattro piani della casa.
  • 5 ottobre 1965 – Aule per asilo e 1 e 2 elementare al Il piano
  • 20 dicembre 1965 – Abitazione del parroco nel terzo piano della casa parrocchiale.
  • 25 marzo 1966 – Inaugurazione dell’alto rilievo in onore della Madonna di Lourdes e composizione di un’ode del Maestro Giacomantonio per l’occasione. Scultura di Guida, spesa £ 1.500.000.
  • Aprile 1966 – Saloni parrocchiali per ricevimento assemblee, convegni, primo piano.
  • Il 20 settembre del 1966 arrivano in parrocchia le Suore Ancelle del Sacro Cuore della Venerabile Caterina Volpicelli. Si occupano della catechesi e della scuola.
  • 18 febbraio 1967 Inaugurazione solenne del cinema parrocchiale San Nicola. Spesa circa £ 65.000.000 (foto 10).
  • 20 febbraio 1967 – Primo film proiettato “E venne un uomo.
  • 11 maggio 1969 – Pannello in bronzo (tabernacolo) raffigurante varie scene della vita di Cristo. Inaugurato alla presenza di S.E. Rev.ma Giovanni Fallani, presidente Commissione Nazionale di Arte Sacra. Scultore Gismondi. Spesa sette milioni.
  • 20 giugno 1969 – Altorilievo del Sacro cuore di Gesù con santa Margherita Maria (scultore Guida) spesa due milioni.
  • Marzo 1970 – Mosaico “Deposizione”. Pittore Fantuzzi, esecutore D’Urso. Spesa due milioni.
  • 11 aprile 1971 – Pasqua – Installazione nuovo centralino elettronico per le campane (spesa due milioni).
  • dal 20 maggio al 20 giugno 1971 – Posa in opera dei masselli di travertino romano classico per la gradinata di accesso alla chiesa (spesa £ 12.000.000).
  • 4 marzo 1972 – Mosaico di Cristo che conferisce a san Pietro i poteri spirituali. Pittore Fantuzzi. Spesa 3 milioni.
  • Agosto 1972 Rimozione stemma architrave rotto. Mosaico sulla porta “San Nicola”. Pittore ed esecutore prof. Franco D’Urso.
  • Febbraio 1973 – Restauro vecchi n. 7 quadri della Chiesa del ‘700 e del ‘600, esecutore prof. Eduardo Filippo (spesa milioni).
  • Nov/Dic. 1973 – Posa in opera di Pamir (rame e bitume) su tutti cornicioni della chiesa per evitare l’umidità. Spesa due milioni
  • Agosto 1975 – Pittura di tutto l’interno della chiesa. Spesa £ 600.000
  • Dicembre 1975 – Trasloco della consolle e revisione generale di tutto l’organo (due milioni).
  • Agosto 1976 – Installazione di .11 radiatori, con relativa caldaia con accessori per riscaldamento dei locali retrostanti alla aula Chiesa (anticinema, sala di associazioni, sacrestia, casa custode). Spesa £ 2.000.000
  • Agosto- settembre 1977 – Compera e posa in opera di n.. 32 finestroni in alluminio anodizzato color bronzo, con vetro cristallo ambra più rete metallica protettiva. £ 12.000.000.
  • Agosto 1978 – Pittura dell’intera aula del Cinema (£ 700.000)
  • 25 giugno 1979. Mosaico raffigurante san Francesco d’Assisi (pittore Fantuzzi). Esecutore D’Urso. Per spesa esecuzione solo mosaico £ 4.000.000 versate da Enzo Bilotti a Franco D’Urso. Costo totale dell’opera £ 7.000.000.
  • Luglio-agosto 1979 – Acquisto e posa in opera di n.310 poltroncine nuove per aula del cinema. Revisione totale dei gabinetti, levigatura pavimento, impianto elettrico, macchine di proiezioni, drappi con acquisto di maioliche ed affini, impianto elettrico, lavori vari di falegnameria. Importo totale £ 16.500.000
  • Settembre 1979 – Scala di accesso alla Sagrestia ed alla chiesa parte laterale £ 1.000.000
  • Settembre-Ottobre 1980 – Revisione e posa in opera di canalette in rame sul retro chiesa parte sud; revisione di tutte le altre canalette e posa in opera di tutti i discendenti in plastica; la parte terminale che tocca il piano terra con tubi di ghisa; revisione di tutto il tetto con posa in opera di 400 coppi. Pitturazione in minio e vernici di tutte le canalette in lamiera. Spesa totale a Gallo £ 6.000.000.
  • Settembre 1981 – Revisione di tutte le canalette e posa in opera delle canalette in rame e piombo. Opera di Gagliardi Giannino. Materiale e posa in opera £ 2.500.000.
  • Ottobre 1981 – Pittura e zoccolatura in legno di mogano della sagrestia. Revisione dei mobili. £ 3.000.000
  • 6 dicembre 1984 – Completato il restauro della vecchia statua di san Nicola della vecchia chiesa a cura del prof. Edoardo Filippo, risalente al 1603. £ 1.000.000
  • 23 agosto 1985 – Rifatti completamente tutti gli inginocchiatoi dei banchi (n.58 ginocchiere) Tappezziere Giacinto Sacco. £ 1.200.000
  • 1986 – Materassini imbottiti per le due aperture delle porte laterali £ 900.000
  • 1 maggio 1986 – Chiusura delle attività del Cinema.
  • Maggio 1987 – Revisione della porta centrale £ 1.400.000.
  • Ottobre 1987 – Revisione di tutto il locale (30 metri di lunghezza, 2 di larghezza per 8 di altezza) sotto la scalinata della chiesa. Intonaco con molto cemento, calce e poca sabbia £ 1.700.000.
  • Settembre 1988 – Copertura della terrazza di circa 75 mq sovrastante la scala e chiostrina della casa parrocchiale) con eternit poste su una intelaiatura di travetti di castagno. Costo £ 1.600.000. Lavori eseguiti in economia.
  • Fine 1988 – Nuovo portone in pino eseguito e posto in opera da Eugenio Barbieri. Mano d’opera e materiale al completo di tutto £ 2.500.000.
  • Dal 15 gennaio al 5 febbraio 1989 – Ripristino degli intonaci con sovrapposizione di eternit sui cornicioni della casa parrocchiale. Per circa 800 mq di pareti si è passato una mano di fissa muro e poi la pulitura al quarzo. Inoltre le soglie mancanti o rotte sostituite con nuove. Otto quintali di materiali per la pulitura al quarzo. Spesa complessiva £ 12.000.000.
  • Dal 8 al 22 aprile 1989 si tiene la Missione parrocchiale. È predicata dai padri passionisti, coadiuvati da due suore passioniste e due laiche. Momenti di ascolto in chiesa ore 7-9.30-18 e in 19 famiglie della parrocchia per tre giorni consecutivi. Santa messa ore 16.30 e ore 20. Incontri particolari per giovani, coppie e soli uomini ore 19.30. Manifestazioni particolari: Giovedì giornata sacerdotale. Ore 9.30 S. Messa. Esposizione del SS Sacramento. Dalle 17.30 alle 18.30 ora di adorazione. 18.30 concelebrazione presieduta dall’arcivescovo monsignor Dino Trabalzini. Ore 19.30 Marcia della fede. 100 fiaccole. Venerdì: Sofferenza: ore 7- 9.30 e 10.30 S. Messa per gli infermi e ore 18.30 santa Messa. Predica della Passione. Sabato: famiglie. Ore 18.30 circa 50 copie di sposi. Rinnovo delle promesse matrimoniali, benedizione degli anelli. Ricevimento nel salone del cinema. Domenica: Santa Messa solenne ore 10. Discorso di commiato. Consegna della missione alla parrocchia. Corteo di macchine ha riaccompagnato la Madonna a Laurignano. Spesa totale £ 7.500.000.
  • Da marzo a dicembre 1990 – Installazione dell’ascensore nella casa canonica. Spesa complessiva 35 milioni.
  • Novembre 1990 – Installazione di due caldaie per il riscaldamento a metano del terzo e quarto piano della casa parrocchiale. Costo £ 8.300.000.
  • 8 marzo 1992 – Benedizione di un mosaico su pannello raffigurante un angelo. Scultore Emilio Greco. Posa in opera della Domus
  • 28 Giugno 1992 – 50mo del sacerdozio di monsignor Eugenio Magarò.
  • Settembre-Ottobre 1992 – Ristrutturazione dell’appartamento suore (rifatto completamente un gabinetto nuovo, pittura di tutta la casa, acquisto di tre armadi, di un tavolo per 12 persone e sei sedie). Ristrutturato nel secondo piano un quartino di due stanze. Tutta la scalinata dei quattro piani ristrutturata e ripulita. Somma complessiva 15 milioni.
  • 11-22 novembre 1992 – Missione cittadina dei padri francescani.
  • 25 giugno 1993 – Rifatto un gabinetto nuovo con doccia, vaso, bidè e lavandino per eventuali ospiti al 2° piano e per quelli di primina con vaso e lavandino.
  • Maggio 1995 – Dipinto in legno di Ludovico Buti raffigurante l’Ascensione. Pala di altare del 500. Dono alla chiesa dal dottor Bilotti.
  • 1 Ottobre 1998 Nomina del nuovo parroco, sac. Fausto Cardamone. Monsignor Eugenio Magarò viene nominato parroco emerito della chiesa di san Nicola.
  • Nel corso del 2000, il nuovo parroco autorizza e commissiona l’adeguamento liturgico del presbiterio e la realizzazione della cappella dell’Adorazione. Viene riaperto il Cinema San Nicola e affidato ad una società che ne cura la gestione. Lavori di adeguamento della casa canonica, della sagrestia e delle sale parrocchiali. Impianto di riscaldamento ad irradiazione.
  • Nel mese di novembre 2000 si svolge nel territorio della parrocchia la Missione del Cammino Neocatecumenale.
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